Buongiorno alla vita!

Eccoci di nuovo qui, dopo tre mesi di assoluto silenzio di cui, fra l’altro, non mi scuso affatto essendo convinta che quando qualcuno non ha niente da dire è meglio che taccia e conservi le parole per un tempo in cui ci sia davvero necessità 🙂 .

Credo che da questa mia premessa si possa facilmente capire che nei tre mesi passati non sono stata completamente soddisfatta di ciò che facevo o di ciò che mi circondava e solo ora che sono tornata nel mio “habitat” naturale sono di nuovo sorridente davanti alla mia tastiera.

Non rinnego assolutamente i tre mesi passati (perché ogni esperienza, in qualche modo, ci serve nella vita) ma ora che sono di nuovo sulla mia strada non nego il senso di sollievo nel svegliarmi la mattina e sapere che sono esattamente dove vorrei a fare ciò che vorrei.

La mia vena romantica che stamani scalpita e inonda le mie pagine è stata causata dalla passeggiata mattutina in una terra che per me è cromo e musico terapia perenne e continua.

 

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Cinque kilometri a passo sostenuto nel verde, immerso nel canto degli uccelli e nel suono del vento mi ricordano che sono viva e profondamente correlata con la terra che mi ospita.

Il battito del cuore che aumenta leggermente e pompa sangue in ogni spazio del mio corpo, sento fluire di nuovo l’energia e questo mi riscalda e mi ricorda che la fatica ha uno scopo più importante che farci sentire stanchi: per me ha lo scopo di farmi sentire viva e di farmi apprezzare quei momenti di riposo che creano il ritmo delle mie giornate.

Il canto degli uccelli e il frusciare delle fronde degli alberi che danzano sospinti dal vento, mi dicono che ogni cosa che mi circonda è vita ed è fondamentale, gli “evergreen” che con i loro colori illuminano il paesaggio e le fronde spoglie e i rami secchi che mi sussurrano che c’è una tempo per tutto, che la vita è fatta di cambiamento e susseguirsi di stagioni, che i capelli bianchi sono una tappa fondamentale nel nostro cammino all’interno della vita e che tutte le forze che impieghiamo con lo scopo di evitare una stagione naturale del nostro percorso sono forze sprecate perché non si può lottare contro qualcosa che è cosi naturale. Si matura e si invecchia e aggiungerei: “fortunatamente”.

Le salite che rendono arduo il cammino e lo sforzo impiegato mi fa apprezzare di pù la strada che ho percorso.

Le discese mi danno la spinta per arrivare più veloce e con meno fatica.

Non capita mai di trovare solo discese, ad ognuna di esse corrisponde una salita, è una cosa naturale e non vedo perché qualcuno si aspetti diversamente, del resto, fortunatamente, non ci sono solo salite: per quanto sia in salita la strada che si percorre in un dato momento mi rasserena sapere che prima o poi troverò la mia discesa.

Panorama e vallate che mi circondano e si aprono come una fonte di prospettive, come per ricordarmi che il mondo è grande e ricco di posti e di esperienze: una fonte inesauribile di opzioni.

Questo luogo è il mio vero grande amore, più lo scopro e più lo vivo e mi lascio vivere più mi innamoro.

Amo farmi corteggiare dal paesaggio e dai mille colori che mi offre e adoro il fatto di essere qui e sentirmi grata verso la vita ogni giorno.

Questa terra è la mia fonte inesauribile di gratitudine e di amore verso la vita, spero che ogni essere possa trovare lo stesso luogo per sé.

 

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Buona giornata

Oggi più che strega … la fatina del nord! 😉

Nota: la prima foto l’ho presa da un blog,l’autore è Gerald Brimacombe nel caso stia violando il copryright l’autore non ha che da contattarmi e rimuoverò immediatamente l’immagine. 🙂
Ireland – Ballinskelligs Bay – Ring of Kerry

La pizza è greca.

Inizia tutto poche sere fa.

Io e Oliver giriamo per la città alla ricerca di una fonte di cibo soddisfacente e non troppo dispendiosa.
Ci facciamo tutte le vie del centro e io cerco di guidare il tour verso la parte meno ricca della città. Quella più povera e popolata da persone di tutte le razze.
Non lo so perché ma qua ci trovo più vita, più rumore, più colore.
Non ho avuto bisogno che nessuno mi indicasse il confine tra le due zone: ho saputo capire da sola.
Sarà perché questa parte è quella in cui mi trovo più a mio agio. Dove i convenevoli non esistono e dove trovi fast food facili facili che ti risolvono la cena di una serata.

Passiamo davanti a una pizzeria greca che dall’alto della sua insegna luminosa ci spiega che lì puoi trovare le specialità greche più sfiziose.

La mia vena polemica, che non si stanca mai, spunta fuori e accenna un “si certo specialità greche… da quando la pizza è una specialità greca?”
Oliver inizia una conversazione che a me, italiana quale sono, mi garba poco. Tra tutte le parole che dice una frase mi impedisce di stare zitta :”la pizza è originaria della Grecia”.

“Cosa?!?!?!”

Mai lo avesse detto. Bestemmia delle bestemmie. Mi lancio in un’accanita difesa a favore della nostra tradizione culinaria. Che è l’unico settore in cui ormai siamo difendibili e possiamo tenere la testa alta.

Questo pensiero lo so che è una tristezza ma purtroppo è cosi. Continuo a leggere le notizie sui giornali e quasi quasi quando le persone mi chiedono di che nazionalità sono mi verrebbe da rispondere di tutto tranne che italiana. Ci è rimasta solo la pizza come argomento forte in cui poterci lanciare ad argomentare senza aver paura che qualcuno arrivi e ci smerdi ricordandoci che tempi che corrono dentro le nostre mura domestiche.

Ma il punto non è questo.

Il punto è che la pizza è italiana e non si tocca.

Lui fa finta di capire. Asserisce con la testa e lascia cadere il discorso. Ché mica è stupido: l’ha capito presto quando con me non c’è più da discutere. Quindi finge di essere d’accordo e l’argomento cade lì.
Pochi metri più in la di quella pizzeria greca.

Dopo alcuni giorni ci ritroviamo in cucina.
C’è da dire che per quanto io sia testarda ho trovato pane per i miei denti.
Stiamo cucinando e lui mi dice: “By the way… I want to check something on internet …”.
“Sure take mine, is already working…”
Mentre finisco la mia opera d’arte con gli gnocchi che ho fatto con le mie manine ( e si proprio le mie che fino a qualche anno fa si rifiutavano di entrare in una cucina!) lo sento appropinquarsi trionfante tenendo alto il mio computer come simbolo di vittoria.
Si fa più vicino e legge: Pizza is originary from Egypt, Greece, Rome…
E bla bla bla …
Dico: “Ma, sarà … ma come vedi c’è anche Roma no?” cerco di modulare la mia delusione e il mio disappunto. Finisco di cucinare e mi fiondo su Wikipedia. Che a me questa cosa proprio non mi va giù.
Alzo di due toni la mia voce e leggo trionfante che è originaria dell’Italia.
Sono di nuovo tranquilla e gongolo.
La pizza, mia unico punto fermo di quest’Italia che va in malora e che ha vacillato per un secondo, si erige nuovamente imponente con tutta la sua maestosità.
Poi guardo tra tutte le schede aperte di Chrome e noto che c’è aperta Wikipedia in versione inglese alla voce pizza che dice esattamente che è italiana.
Realizzo che lui l’ha scartata ed è andato a cercare un articolo che reggesse la sua tesi.
Il punto non è la nazionalità della pizza. Il punto è che non possiamo più essere sicuri di niente.
Quando cerchiamo notizie certe riguardo i nostri punti interrogativi, le nostre ricerche, la nostra sete di conoscenza da soddisfare, ci ritroviamo in un mare di tesi opposte dove c’è tutto e il contrario di tutto.
Un tempo c’era la censura e non potevamo sapere niente per via della mancanza delle notizie.
Ora forse è anche peggio: c’è talmente tanta roba in giro che è impossibile riuscire a discernere la verità, la realtà dalle miriadi di farneticazioni e deliri.

La censura chiudeva ogni porta.

La censura di ora ce le apre tutte.

Il sistema attuale ci ha sommerso di ogni cosa esistente rendendo impossibile l’orientamento e una sicura spiegazione di ciò che accade o che è accaduto.
Come facciamo a rigirarci in questo fiume di notizie senza farci trascinare dalla corrente?
Come possiamo essere certi di qualcosa, capire la realtà che ci circonda se ogni notizia è falsata. Neanche i video hanno molto senso. Basta spostare punto di vista e tutto cambia. La prospettiva è tutto: ciò che era nero può diventare bianco davanti ai tuoi stessi occhi.
E’ un sistema di informazione creato appositamente per tenerci buoni e calmi e … spaesati.
Dice Jovanotty in una canzone “troppa informazione mi fa sragionare”.
Ognuno troverà documenti, pagine e pagine interattive a sostenere le proprie tesi.
Di qualunque tesi si tratti.
Se non si può censurare sarà molto più utile riversare tutto nel canale dell’informazione. Verità e menzogna, realtà e fantasia. Come sarà possibile riuscire a non affogare a non farsi sopraffare?

Tutto questo è veramente demotivante.
Studi, ti informi, cerchi di tenerti aggiornato, di capire la storia per interpretare il presente e rendere migliore il futuro … e poi, ti accorgi che è tutta una gran farsa, trovi quello che vuoi trovare.
Come si fa ad essere obbiettivi e ad orientarci senza farci distrarre dai mille specchietti per allodole?

Ha senso continuare a leggere per capire?

Unica arma: il nostro spirito critico e la pazienza di scavare e cercare di confutare le fonti.
Il nostro problema è che è quasi impossibile confutarle tutte perché quando gli argomenti vanno a toccare materie scientifiche o la fisica non abbiamo sempre le risorse per farlo.

A pensarci ora era meglio se mi fosse caduto definitivamente il mito della pizza. 😦

La strega disillusa. 😦