Era mio padre

Quando entrai nella stanza, mio padre era sul letto.

In una maniera che non avrei mai augurato neanche al mio peggior nemico…

E dopotutto lui lo era, almeno fino a quell’ età dove la ragione prende il posto dell’irrequietezza adolescenziale, quell’ inquietudine che non ammette che qualcun altro decida della tua vita.

Era sempre stato quel nemico che fin dall’infanzia mi aveva intimorita con la sua misoginia, con il suo maschilismo, con i suoi insulti, le sue cinture…i suoi sguardi, che ormai riconoscevi a colpo d’ occhio, con quella forza esagerata che riversava su figli inermi e incapaci di difendersi, più che dai suoi colpi, sferzati sempre con un occhio di riguardo a non lasciare tracce su parti del corpo visibili…ma che ti laceravano oltre che la carne…l’anima.

Entrai nella stanza e non ero capace di riconoscere in quel corpo quell’orco che aveva sempre suscitato in me paura e disprezzo.

Un ictus aveva spazzato via un’ esistenza intera…

La vecchiaia, la malattia…il destino, in un attimo avevano cancellato un essenza…

Con calma e con coraggio avanzai qualche passo malfermo verso il letto…con calma e con coraggio, mi costrinsi a guardare in quegli specchi nei quali poche volte mi ero decisa a inoltrarmi…

Un breve attimo, un secondo…i nostri occhi gli uni dentro agli altri…un luccichio per capire che mi aveva riconosciuta…

Nella maniera in cui due perfetti estranei, che per un certo periodo, sono stati costretti a condividere le loro vite ma  in realtà non sapendo mai niente l’uno dell’altra, si possono riconoscere…

18 anni di convivenza coatta, forse più che per me, per lui.

18 anni  che nessuno dei due aveva avuto interesse ad utilizzare per conoscere davvero l’altro…

Mio padre, persona pratica, che non ha mai saputo vedere in me niente oltre all’apparenza fisica…che non ha mai preso in considerazione l’esistenza di un’anima, di una presenza all’interno del corpo che racchiudeva sua figlia.

Uno sguardo, e trovo in quella figura che per me aveva sempre rappresentato tutto il male, l’ignoranza e l’incomprensione, solo sgomento e un attimo di sollievo per aver riconosciuto un volto familiare.

Mi resi conto che lui ancora abitava quel corpo a tratti, ma ormai non aveva più la possibilità di comunicare col mondo esterno…

L’ictus, che generalmente ti debilita specialmente nel corpo, a lui aveva fatto lo scherzo più atroce, per uno che non ha mai saputo vedere oltre la carne: aveva interrotto la comunicazione tra interno ed esterno…

Ma, fatto ancora peggiore, si era trovato a dover vivere questa situazione proprio nelle mani di chi, come lui, non aveva mai saputo guardare oltre…mia madre, donna di Chiesa fino all’eccesso in tutte le sue connotazioni, specialmente quelle ipocrite che continuano a blaterare di anime e di Dio e di salvezza eterna e di peccati inesistenti, ma che in fondo più in la dell’apparenza, per mancanza di infrastrutture culturali, non è mai andata .

La mia permanenza in ospedale fu breve ma intensa, non fui in grado di sopportare per troppo tempo quell’immagine di un uomo ormai distrutto dall’incapacità di comunicare (cosa di cui forse fino a quel momento non si era mai curato, avendone sempre avuto i mezzi sottomano), dalla difficoltà di essere compreso nel momento in cui si doveva essere capaci di andare oltre le parole.

5 giorni di agonia per me, per lui purtroppo sarebbe stato più di un mese e ancora non sapeva che la parte più difficile, più umiliante ancora lo attendeva.

Rimasi cosi scioccata che non sopportai oltre quella vista.

Scioccata dalle sue condizioni, scioccata dalla mancanza di cinismo in me, finalmente quell’uomo che mi aveva fatto cosi male che mi aveva segnato l’esistenza nel profondo, era in uno stato cosi inerme e cosi straziante che non potei che provare compassione.

Primo traghetto disponibile per scappare riportando al mittente tutto quel rancore, quell’odio quella disperazione che sempre aveva suscitato in me, con l’ultimo smacco: quello di non poterlo sfogare in alcun modo perché il destino stesso aveva cancellato i suoi presupposti e la sua figura cosi imponente.

Presi la macchina e via, ritornando a casa con un carico ancora più pesante di quello che fino ad allora mi aveva accompagnata ma sapendo che forse per una volta lui era stato felice di vedermi e aveva visto in me un’immagine di sollievo nei giorni più bui della sua vita.

Il suo decorso che per alcuni fu breve, secondo la mia modesta opinione fu anche troppo lungo.

Due mesi da animale chiuso in gabbia, dalla stessa donna che gli aveva giurato, di fronte al suo Dio amore eterno e fedeltà nella buona e nella cattiva sorte che aveva come suo solito rigirato le parole a suo comodo, tradendo in nome della dignità e per deferenza nei confronti della gente l’uomo che ormai da 40 anni le stava accanto.

Un mese rinchiuso nella sua casa, quella stessa casa difesa come una fortezza era ora diventata la sua prigione, i suoi figli i suoi secondini, la sua sposa il suo avvocato e giudice.

Un altro mese in una struttura “adeguata” che velocemente adempì al suo dovere, smarrendolo del tutto e ponendo fine alla sua lenta agonia.

Ma lui gia non c’era più, o forse definitivamente non riusciva più a parlare… per chi ancora una volta avesse gettato uno sguardo all’interno dei suoi occhi non vi avrebbe più trovato traccia di quell’uomo, la sua anima forse troppo provata si era ormai rintanata in un angolino della sua testa o del suo cuore ma cosi in profondità che credo nessuno fu più mai in grado di scorgerla.

Al funerale tanta gente, tante lacrime, tanta ipocrisia nel perfetto stile di tali manifestazioni…un tripudio di fiori che per un attimo mi strapparono un sorriso pensando che alla fine chi non lo aveva mai capito e chi lo aveva tradito era proprio chi tanto fieramente portava il suo anello al dito, riempiendosi gli occhi di lacrime e tanto blaterando della sua vita ormai priva di senso.

Mi rifiutai di vederlo, in quella bara, un segno di rispetto chiaramente non compreso ma è da tempo che non mi curo più di essere capita. Un segno di rispetto e deferenza verso quell’uomo che pur avendomi creata aveva fortemente lavorato per la mia distruzione, non volevo conservarne un’immagine che non avrebbe reso giustizia alla sua figura, già mi era bastata quella dell’ospedale.

Alla fine ritornai a casa con un po’ meno rancore e più simpatia, io capivo cosa poteva aver passato nei suoi mesi di prigionia, forse era questo il senso e lo scherzo del destino, senza di lui non avrei mai potuto capire la sua dipartita: essere messi in catene e privati della propria libertà, umiliati e denigrati nel profondo, proprio da chi dovrebbe invece amarti incondizionatamente e darti sollievo nei momenti di maggiore difficoltà…

Alla fine era mio padre

 alla fine forse l’ho capito…

la strega del nordImmagine

Oltre al danno la beffa: storie dell’ Italia ordinaria.

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A pochi giorni dal sisma che ha scosso nuovamente lo stivale,
a tre anni dal terremoto che ha piegato l’Aquila lasciandola in ginocchio,
a pochi giorni dall’annuncio del governo che esso non si farà più carico dei danni da catastrofi naturali,
a un giorno dall’ennesima pagliacciata alla faccia dei morti e di chi ha perso casa, parenti, amici e lavoro
e, tra parentesi, parlo della festa della Repubblica,
di una Repubblica che non esiste se non sulla Carta visto che assomiglia molto di più a una dittatura,

non parlo e non farò nemmeno cenno della visita a Milano di quell’albero di Natale vestito da uomo…o forse è il contrario? costata 13 milioni di euro…
13 MILIONI DI EURO!
che potevano essere usati per risollevare una regione, per dare un po’ di pace in un momento di disperazione che non è che l’inizio…

ecco che arriva l’ennesima beffa:

I soldi per la ricostruzione dell’Emilia verranno ricavati da un nuovo rincaro della benzina,

nuove accise che peseranno sulle tasche di chi ogni giorno cerca di sbarcare il lunario e già da tempo non riesce più a metter insieme tutti quei soldi per mutuo, macchina o affitto, per quella gente che chiede prestiti su prestiti per poter pagare le tasse…prestiti su cui pagherà interessi…sempre i soliti insomma
Ma questo non è tutto, perchè uno potrebbe anche pensare: “bè dopotutto l’Italia è cosi nella merda che di più non si può, con un debito di 1.946,083 miliardi di euro dove si vuole andare, non s’ha soldi neanche per ammazzarsi”… 

non voglio polemizzare sulla parata della festa della Repubblica costata alle casse dello Stato, e quindi alle tasche degli italiani ( i quali hanno chiesto insistentemente che tali soldi andassero ad aiutare la ricostruzione dell’Emilia. richiesta che a quanto pare non ha riscosso grande interesse da parte di coloro che dovrebbero rappresentare i cittadini)

 poco meno di

600mila euro..

ma proviamo a sorvolare anche questo…

il problema è che una mattina ti svegli, apri il giornale e leggi:

Il Fisco premia con 285 milioni di euro le concessionarie delle slot machine

Cazzo!

eppure mi sembrava che il primo d’Aprile fosse già passato da un pezzo…sarà che questi burloni vogliono davvero fare sta cosa…

alla faccia dei morti
alla faccia di chi non ha più una casa
alla faccia di chi aspetta di sapere se la sua casa sarà ancora agibile o dovrà essere demolita
alla faccia di chi non si è potuto permettere di andare via e nonostante fosse terrorizzato è dovuto restare per lavorare…che se poi non succede niente come glielo spieghi al datore di lavoro che non ti sei presentato?
come glielo spieghi al padrone di casa quando non hai soldi per pagare l’affitto?

285 milioni di euro nelle casse dello Stato, pronti li…solo decidere di darli a chi ne ha bisogno e invece ecco che grazie a due decreti del Governo Berlusconi questa cifra da capogiro pioverà sulle casse dei gestori delle macchinette d’azzardo. Come se questo non fosse abbastanza ecco che se si va a leggere più a fondo si scoprirà che la maggiore beneficiaria è la Bplus di corallo latitante per associazione a delinquere.
tale somma dovrà essere divisa tra i concessionari pro quota: alla BPlus di Francesco Corallo andrà il 24,3 per cento delle somme; a Lottomatica il 15 per cento; alla Hbg il 9,6 per cento; alla Gamenet il 12,8 per cento; alla Cogetech il 9,6 per cento; alla Snai il 7,1 per cento. Alla Gmatica il 5,3 per cento; a Codere il 2,6 per cento. Ma per deliziarci ancora una volta ecco che si scopre che gli stessi concessionari sono stati condannati dalla Corte dei Conti a pagare 2,5 miliardi perchè molte slot non hanno trasmesso i dati alla Sogei impedendo così il controllo delle giocate dal 2004 al 2006, inoltre Francesco Corallo leader del mercato delle slot ha una mandato di cattura pendente, emesso lunedi scorso dal gip di Milano, per associazione a delinquere.
(cit. dal Fatto Quotidiano articolo di Marco Lillo del 2 giugno)

Come vediamo il buon vecchio Berlu non si smentisce mai e il suo Governo continua dare man forte a quella parte dell’Italia che si guarda bene dall’accostarsi a parole come onestà e legalità.

Ma probabile che per noi vada bene così,
in questo modo si dà lavoro a tutti:
almeno Crozza avrà il suo argomento con cui aprire la copertina di Ballarò, la Littizzetto per chiudere “che tempo che fa”, Volo qualcosa di cui parlare alla radio, Santoro avrà il suo argomento, la Gabanelli per Report e cosi via…
e state attenti, apprezzo sinceramente questi programmi di denuncia e queste persone che ci aprono gli occhi davanti alle schifezze che vanno avanti nel nostro Paese…


ma se il programma di denuncia è fine a se stesso io davvero non ne capisco il senso.

4 anni fa o 5 quando iniziavo a leggere di questo tipo di cose ero sconcertata e incazzata e pronta alla rivoluzione…ti dici “ma come si può…la gente si ribellerà ora che vede, ora che sa…”
dopo 5 anni leggere ancora di queste cose o vederle nei pochi show televisivi che le denunciano…mi fa solo schifo…
perchè dopo che leggi una notizia cosi la reazione, per me, può essere solo di un tipo. Invece pare la funzione si riduca all’ alimentare discorsi da bar che li iniziano e li si concludono, perchè se poi continui a batterci su allora vuol dire che sei tu che ti vuoi rovinare la vita e non vuoi vivere sereno.
“Tanto che ti frega mica che te vivi nel luogo del terremoto, mica sei te che vivi all’Aquila dove ancora dopo anni c’è la gente per la via o nell’Irpinia ecc ecc…
Pare che debba accadere un cataclisma a livello nazionale perchè gli italiani si sveglino per bene…

Vedere che i danni continuano anche dopo la caduta del sudicio serve solo a rimarcare che anche se Berlusconi ha finito, il Berlusconismo è ormai insito nella popolazione che pensa che tutto vada bene cosi.

Forse la soluzione al problema è davvero un cataclisma…
che se magari arriva un terremoto che rade al suolo TUTTO si potrà ricominciare da zero.

la strega che non si sente italiana.Immagine

Alla ricerca del mio ecosistema!

Ho lasciato la mia nazione sette mesi fa alla ricerca di qualcosa che non era ben definito neanche nella mia mente.

 

L’unica cosa chiara e cristallina era la scarsa fede che riponevo, e ripongo tutt’ora, nel sistema industriale e capitalistico nel quale sono nata e cresciuta.

 

Una forza dentro di me continuava a dirmi che ci doveva essere un altro modo per vivere.

Ritengo che l’essere umano sia solo una “differente” specie di animale e che, come tale, sia strettamente legato e sottoposto alla natura e alle sue leggi. Capisco anche che sia divertente, qualche volta, uscire dai propri ruoli ma non credo che la totale snaturalizzazione dell’uomo, come oggi la possiamo riscontrare in ogni viso che incontriamo, sia salutare o sostenibile dal punto di vista psicofisico e sociologico dell’individuo stesso e della società in cui vive. I titoli dei giornali, l’incredibile picco nelle statistiche sulla depressione e l’insoddisfazione perenne, che ormai diamo per scontata come una peculiare caratteristica della società moderna ed imprescindibile da essa, ci danno un suggerimento abbastanza chiaro che l’uomo, cosi estraniato dal suo habitat naturale non è felice nè sereno e di conseguenza non lo è la società che lui stesso ha creato. Se torniamo indietro nel tempo potremmo chiaramente riconoscere l’inizio del malessere sociale: cioè quando, nella nuova società industrializzata, l’uomo ha lasciato dietro di sè la sua vera natura per riversarsi nelle città dimenticando quali fossero le sue vere esigenze e ponendo il denaro e “il comfort ad ogni costo” come suo unico obbiettivo nella vita. Abbiamo iniziato a vederci come specie a sè completamente distaccata da ciò che ci circonda e dalla natura che ci ha creati.

Le poche volte che il mio lavoro me lo permetteva mi concedevo delle lunghe passeggiate nel bosco e continuavo a rimanere esterrefatta e affascinata dalla natura che mi circondava:

la perfezione data dal caos, o ciò che ai nostri occhi può sembrare tale, la vita che si espande e vibra ovunque, il senso di completezza, felicità e appartenenza che mi riempiva in queste mie escursioni era in netto contrasto con il senso di alienazione e disperazione che faceva da sottofondo alla mia vita “urbana”. Tutto questo mi ha spinta a partire.

La ricerca di me stessa all’interno del mio ecosistema, o meglio dell’ ecosistema che mi permettesse di essere me stessa e quindi di lavorare e di vivere in armonia ed in pace con la mia natura.

Quando sono arrivata in Irlanda

Valentia Island


sette mesi fa ho avuto la mia prima illuminazione o meglio la conferma di ciò che avevo sempre sperato e sospettato:

se si collabora con la natura e si utilizzano le forze per assecondarla, piuttosto che per combatterla, si potrà osservare come il nostro impegno viene davvero premiato. Il raccolto, l’armonia con l’ambiente che ci ospita e lavora con noi e la nostra serenità saranno il nostro premio.

Ho scoperto in questo modo che sorridere veniva da sè, basta vivere nel proprio habitat stando a contatto con le cose che ci fanno stare bene. Sono profondamente convinta che l’uomo come animale abbia la necessità del contatto con la terra e la natura, del sudore sulla fronte, della collaborazione con il resto delle creature viventi sia che esse siano in forma di animale, di pianta, di insetto e così via. Dopo sette mesi di varie vicissitudini mi ritrovo di nuovo qui e scopro che quell’idea che ho sempre avuto nella testa aveva un nome e dei padri fondatori e dei pionieri che la stanno sviluppando: ho scoperto la permaculture!!!

Io pensavo si trattasse solo di empatia e buonsenso verso il pianeta che ci ospita e tutte le specie viventi che lo abitano 🙂

In ogni caso spero, attraverso questo blog, di aiutare questa nuova visione ad espandersi e a concretizzarsi.
Il futuro ci aspetta, se impareremo a convivere con “la vita”.
Buona giornata a tutti sperando che possiate trovare un po’ di quell’armonia nella vostra giornata.

 

La vostra smielosa e innamorata stregadelnord 😉